L’UOMO CON LA MACCHINA DA PRESA

Impensabile documentario che venne realizzato da Dziga Vertov, regista, pardon, genio russo, nel 1929. Vertov aveva già capito tutto della settima arte e pensava che il cinema di finzione fosse uno strumento borghese per fregare il popolo (ed effettivamente non aveva tutti I torti…) teorizzando la superiorità del documentario sulla fiction. Per dimostrarlo realizzò, tra le altre, quest’ opera oggettivamente avanti di decenni su tutto quello che sarebbe seguito, che per un’ora raccontava senza didascalie o commenti di sorta (l’audio era ancora lontano) una giornata a Odessa, utilizzando tutte le tecniche di ripresa diventate celebre solo molti anni dopo: split screen, fast motion, slow motion, freeze frames, doppie esposizioni, riprese oblique…
Come capita spesso ai geni incompresi, ai tempi venne spernacchiato anche da celebri “colleghi”, tipo Sergej Ėjzenštejn, ma un secolo dopo L’uomo con la macchina da presa è considerato, giustamente, una pietra miliare imprescindibile (l’unica opera che mi verrebbe da mettergli accanto è Koyaanisqatsi, peraltro girato sessant’anni dopo). Considerando che tutte le persone riprese, neonati compresi, sono decedute, non posso fare a meno di chiedermi se potessero anche solo lontanamente immaginare di essere viste in un altro secolo…

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