BELLE

Hosoda torna a raccontare il Metaverso, dieci anni dopo Summer Wars, e una sua personalissima versione de “la Bella e la Bestia”, con un film è che la summa di tutte le sue opere precedenti da cui pesca piccoli ma significativi elementi (la famiglia da Mirai e Wolf Children, il rapporto “maestro/padwan” da The Boy and the Beast, l’ambientazione liceale da La ragazza che saltava nel tempo, il cyberspazio da, appunto, Summer Wars). Il risultato, tra qualche alto e basso, dovuti ad una mancanza di omogeneità nel ritmo della storia, convince e risulta ovviamente superiore a quasi tutti i film candidati all’Oscar animato di quest’ anno (Belle non è nemmeno nella cinquina finale, assurdo). Tecnicamente è straordinario (gli sfondi in 2D sono i migliori “wallpaper” di sempre, forse persino più dettagliati di quelli dei film di Shinkai) e regala scene potenti e emotivamente d’impatto.

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