BENEDETTA

Non so se sarà l’ultimo di Paul Verhoeven perché, insomma, l’età avanza, ma qualora lo fosse, che gran chiusura di carriera. Benedetta è puro distillato di Verhoeven al 100% e nelle due ore ci sono tutta la sua poetica, la sua concezione del mondo e, ovviamente, un personaggio femminile memorabile. Benedetta, versione mistica e rinascimentale di Catherine Tramell, ammalia e manipola, trama e concupisce, serva di Dio e padrona di uomini (e donne) che la venerano come una divinità. In mezzo, un godurioso susseguirsi di roghi e flagellazioni, lesbicate e orgasmi, sangue e merda, stimmate e tormenti assortiti, che il Nostro rappresenta con la consueta, amatissima, esilarante e barocca spettacolarità, senza mai risultare autoindulgente o manicheo.

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