BORDER

Lei è una donna deforme che ha il dono di riconoscere il male annusandolo, lavora nella Polizia e cattura spacciatori e pedofili finchè un giorno non incontra un uomo, altrettanto deforme, che cambia completamente la sua vita…
Il film si muove con decisione nei territori del fantastico, ma con uno sguardo intriso di umanesimo malinconico. La parabola di Tina è quella di una creatura in bilico tra due mondi, incapace di appartenere pienamente a entrambi. Se da un lato ritrova un’identità perduta, dall’altro non può abbracciare la violenza cieca di chi, come Vore, perpetua un odio distruttivo verso l’umanità. Il confine diventa così non solo fisico o biologico, ma profondamente etico. Al netto di qualche ingenuità, Abbasi firma un’opera irregolare ma densa, che osa esplorare l’inesprimibile e il liminale, offrendo un’allegoria potente sull’identità, la solitudine e il bisogno – universale e disperato – di appartenenza e le interpretazioni di Eva Melander ed Eero Milonoff restituiscono con autenticità la complessità emotiva dei protagonisti.

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