GLI ANNI SPEZZATI

Ieri notte (anzi, stanotte, vito che è iniziato a mezzanotte e mezza e finito ben dopo le due) su La7 hanno trasmesso uno dei film cui sono maggiormente affezionato, Gallipoli aka Gli Anni Spezzati, uno dei primi film di Peter Weir (imho uno dei migliori 10 registi di sempre), che vidi quasi 40 anni fa a scuola, grazie alla felice intuizione di una maestra cinefila che acquistò la videocassetta uscita da pochi giorni per battezzare l’avveniristico videoregistratore VHS di cui si erano dotate le Elementari Quadronno (il dettaglio del VHS me lo ricordo bene perché a casa i miei avevano preso uno sfigatissimo V2000).
Tralasciando l’efficacia antimilitarista del messaggio (è la storia di due amici atleti che finiscono per combattere in Turchia durante la prima guerra mondiale e uno dei due è un giovanissimo Mel Gibson, ancora non doppiato da Claudio Sorrentino!) e la sublime bellezza del film, di quella visione ricordavo distintamente gli incredibili paesaggi dell’outback australiano, i brani tratti da Oxygene di Jean Michel Jarre, intelligentemente inseriti nella colonna sonora e l’Adagio di Albinoni, che chiude (mestamente) il film. A quasi 40 anni dalla prima visione, mi fanno ancora lo stesso effetto.

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