
Tralasciando l’efficacia antimilitarista del messaggio (è la storia di due amici atleti che finiscono per combattere in Turchia durante la prima guerra mondiale e uno dei due è un giovanissimo Mel Gibson, ancora non doppiato da Claudio Sorrentino!) e la sublime bellezza del film, di quella visione ricordavo distintamente gli incredibili paesaggi dell’outback australiano, i brani tratti da Oxygene di Jean Michel Jarre, intelligentemente inseriti nella colonna sonora e l’Adagio di Albinoni, che chiude (mestamente) il film. A quasi 40 anni dalla prima visione, mi fanno ancora lo stesso effetto.