IL SIGNORE DELLE FORMICHE

Bello, non un “capolavoro” (etichetta che i critici nostrani troppo frettolosamente affidano a film non mediocri nella vana speranza di catalizzare l’attenzione di un pubblico oramai distante/assente e rintronato da troppe cazzate) ma efficace.
Il suo merito maggiore è quello di raccontare una vicenda poco nota e ancora attuale. Quanto allo svolgimento c’è certa distanza tra la prima parte (un po’ troppo didascalica e prevedibile, per quanto girata con stile) e la seconda parte, che trasforma il film in un serrato legal-drama (e che coincide con l’arrivo in scena di Germano) nettamente più appassionante. Resta comunque dieci spanne sopra alla media dei film nostrani. Bravo Lo Cascio, molto bravo Leonardo Maltese, sempre strepitoso Germano, l’unico attore italiano che recita senza far vedere che recita.

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