Ho finalmente avuto il tempo di colmare questa grave lacuna, visto che ne avevo sempre sentito parlare ma, per una ragione o per l’altra, non l’avevo mai visto. CAPOLAVORO ASSOLUTO. Mi ha letteralmente devastato, per svariati motivi. Tanto per cominciare sembra incredibile che sia stato girato nel 1982, tale è la perizia tecnica con la quale è stato assemblato (voglio dire, A Voyage of Time di Malick, che è di qualche anno fa, a confronto sembra un documentario-saggio di un volenteroso studente al primo anno di scuola del cinema). La soundtrack di Glass la conoscevo bene invece, ma l’avevo sempre ascoltata “stand alone”, unita al film gli conferisce una forza dirompente. Il montaggio è da Premio Oscar. Il messaggio, specie vista la situazione che stiamo vivendo, fa raggelare il sangue, Godfrey Reggio aveva capito TUTTO quarant’anni fa. Cito Ebert: “la natura è meravigliosa e la civiltà americana è un depredatore putrefatto che sta imponendo all’uomo una vita folle”. 1982, incredibile.
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