Una donna perde il marito, presunto suicida, e si rifà una vita con un altro uomo, anch’esso vedovo, ma l’elaborazione del lutto si dimostra più difficile del previsto. Maborosi, il primo film di Hirokazu Kore-eda, oramai entrato stabilmente nel novero dei miei registi preferiti, di rara magnificenza visiva e splendidamente interpretato da una magnetica Makiko Esumi. Opera contemplativa e silenziosa, con pochi dialoghi recitati al momento giusto, grandi intuizioni registiche, domande e riflessioni sui temi cari al regista, che avrà modo di declinarli efficacemente negli anni a venire (la morte e la perdita, la famiglia e gli affetti, il senso della vita e la natura transitoria ed effimera delle cose).