
Forse il miglior film della lunga e onorata carriera di Jarmush, che trova la quadra tra malinconica ironia e una leggerezza di stampo calviniano, catturando la bellezza della monotonia. In un mondo impazzito e isterico, Paterson invita a riflettere sulla quiete e sulla semplicità della vita ordinaria. La poesia per il protagonista non è infatti un mezzo per fuggire dalla realtà, ma piuttosto una forma di espressione personale che trova ispirazione nelle piccole cose, come una scatola di fiammiferi o l’architettura delle strade. Le poesie, scritte dal poeta Ron Padgett, vengono lette con la voce tranquilla di Paterson, amplificando la loro semplicità e bellezza. Driver fantastico come spesso gli capita di essere.
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