
Delizioso noir sentimentale ungherese, candidato all’Oscar (ma non è entrato nella cinquina), sempre in bilico tra realtà e fantasia (Lei si è inventata tutto? Lui è un fantasma? Quello che vediamo è reale o frutto di un disturbo neurologico?), che parla d’amore (e medicina!) con grande efficacia, prendendosi i tempi giusti e scegliendo la narrazione più appropriata (pochi dialoghi, molti primi piani sulla protagonista). Su tutto brillano il talento e la bellezza di Natasa Stork.