
Bambine incredibili, la tizia pescata sui social che fa la madre di una loro pazzesca, Dafoe da Oscar, il tutto amalgamato con colori vivaci, luoghi “fiabeschi” (si fa per dire) e il disagio permanente della faccia triste dell’America (che non è il Messico, stavolta, son proprio loro): un film straordinario che mescola la crudezza della realtà con la magia dell’infanzia e riesce a esplorare la vita ai margini senza mai scadere nel moralismo o nella pietà. Una celebrazione della resilienza umana e un monito su come, anche nei luoghi più dimenticati, si possono trovare momenti di bellezza e speranza.