TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI

Mildred Hayes è una madre in cerca di giustizia per sua figlia, Angela, violentata e uccisa mesi prima. Frustrata dall’inerzia della polizia locale e dal fatto che l’assassino non sia stato catturato, Mildred decide di affittare tre grandi cartelloni pubblicitari su una strada poco trafficata di Ebbing, Missouri, e vi fa affiggere messaggi provocatori rivolti al capo della polizia, Bill Willoughby. Questo gesto scatena una serie di conflitti che coinvolgono non solo Mildred e la polizia, ma anche l’intera comunità…
Clamoroso pamphlet sulla complessità umana e sulla complessità morale degli individui, Tre manifesti a Ebbing, Missouri è un film potente e provocatorio che esplora con ironia e humour noir, temi complessi come la giustizia, la rabbia e il perdono. Tutto funziona a meraviglia, a cominciare dalla sceneggiatura, memorabile (le tre lettere che lo sceriffo scrive ad altri tre personaggi della storia sono dei piccoli capolavori), per arrivare alla performance fuori parametro di tutto il cast, in stato di grazia. McDonagh, noto per il suo talento nella scrittura di dialoghi taglienti e umoristici, riesce a bilanciare abilmente momenti di umorismo oscuro con un dramma profondo. Le battute pungenti e sarcastiche che attraversano il film offrono un sollievo “comico” che contrasta con il tema principale del dolore e della vendetta. Tuttavia, sotto l’ironia e il cinismo, c’è una riflessione seria sulla natura della rabbia e sulla sua capacità di corrompere o, in alcuni casi, di redimere. Pietra miliare.

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