ANSELM

Wenders, classe 1945, è davvero “on steroids” in questo periodo, e dopo l’eccelso Perfect Days, firma un altrettanto memorabile documentario sullo scultore, pittore e artista Anselm Kiefer, autore di opere monumentali (che io sappia presso l’HangarBicocca di Milano dovrebbe esserci ancora l’installazione intitolata I Sette Palazzi Celesti). A differenza di Pina, l’opera del 2011 dedicata alla coreografa, stavolta il focus è totalmente sulle opere: poche interviste, giusto qualche spezzone dal passato e alcuni minuti di “fiction” con l’artista prima bambino e poi adulto impersonato da attori. Per il resto, parlano le installazioni, “raccontate” in ordine cronologico e via via sempre più enormi, gigantesche, capaci di occupare, stanze, spazi, fabbriche dismesse. Wenders opta per un approccio elegante e discreto, mostra il processo creativo (in assoluto le sequenze migliori) e riesce a comunicare e “spiegare” Kiefer a 360 gradi. Gran finale, con (prevedibile) autocitazione a Il cielo sopra Berlino.

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