
Il Grande Imam del Cairo muore all’improvviso e si scatena la lotta per la successione: il giovane Adam, studente presso l’Università Al-Azhar, uno dei massimi centri di studio dell’Islam sunnita, viene suo malgrado coinvolto in questa guerra silenziosa tra religione e dittatura…
Ottimo mix tra thriller politico e spy story e una breve ma intensa lezione su come stia messo malissimo l’Egitto al giorno d’oggi, diviso tra fanatici religiosi e una dittatura sanguinaria che a volte li sfrutta, altre li tiene a bada con le cattive (e tante care cose alla primavera araba…). Splendido cast e mano fermissima del regista Tarik Saleh, che racconta una storia che, con interpreti occidentali, non sarebbe dispiaciuta a Grisham o Le Carrè. La Svezia (il regista è nato lì) lo ha mandato agli Oscar, e il film ha vinto il premio come miglior sceneggiatura a Cannes.