Il film più divertente degli ultimi vent’anni, se si ama il nonsense. Un delirio esilarante di poco meno di settanta minuti, che vedono una povera crista, giornalista in erba, cercare di intervistare Dalì (interpretato da una mezza dozzina di attori diversi, perché l’artista è un’entità intangibile e quindi poliforme) venendo cazziata ogni volta, con forme e modalità diverse. Dupieux si conferma talento cristallino nel fare “altro” rispetto all’ordinario, a volte proponendo gag sconclusionate e sgangherate, più di sovente trovate sublimi (la “sfida” tra cowboy e parroco). Cast clamoroso.