DO NOT EXPECT TOO MUCH FROM THE END OF THE WORLD

“Ora che la tua testa ha sfondato il muro, cosa farai nella tua nuova cella?”
Angela lavora nel reparto produzione di video sulla sicurezza sul lavoro per conto di una multinazionale di stanza a Vienna e gira per la città di Bucarest per organizzare il “casting” (tra gente mezza morta o disabile) per un nuovo filmato: incontra persone e succedono cose…
Questo lo aspettavo da più di un anno (era a Locarno e la Romania lo ha candidato agli Oscar) e non ha deluso: Radu Jude si conferma come uno dei migliori registi europei sulla piazza e dopo il clamoroso Bad Luck Banging or Loony Porn firma un’altra poderosa, feroce ed assurda picconata al Capitale e al Mondo (non solo occidentale). Tre stili diversi di regia, linguaggi e approcci, due film (uno in bianco e nero, l’altro a colori degli anni ’80) che si alternano per due ore per fondersi alla fine e un’inquadratura fissa per gli ultimi quaranta minuti, titoli di coda scritti a mano e da leggere come un pdf e in mezzo una mezza dozzina di riflessioni, provocazioni, intuizioni e sequenze geniali.

Lascia un commento