HOLY SPIDER

2001, Iran, Mashhad: un “devoto padre di famiglia” passa le sue serate ad adescare e uccidere prostitute. Una giornalista finge di essere una di queste per incastrarlo…
Imperfetto ma interessante thriller di Ali Abbasi, già regista del geniale Border, stavolta meno “in palla”, ma capace comunque di raccontare una storia (vera, almeno a metà, il personaggio della giornalista è quasi totalmente inventato) di incredibile attualità, visto che l’Iran di allora è identico a quello di oggi, ostaggio del fondamentalismo religioso. La parte thriller è eccessivamente derivativa e poco originale, più interessante appare la rappresentazione del protagonista, che offre spunto a più di una riflessione. E’ entrato nella not-so-short list come miglior film straniero (Nostalgia l’han segato subito…), battente però però bandiera danese (Abbasi vive da tempo a Copenaghen (beato lui)).

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