IL CIELO SOPRA BERLINO

M’è piaciuto più adesso di quanto lo vidi ai tempi della sua uscita, probabilmente era davvero troppo piccolo per poterne apprezzare le sfumature e il messaggio (senza contare che non ero mai stato a Berlino e quindi non avevo visto dal vivo l’incredibile trasformazione di Potsdamer Platz, qui rappresentata all’apice della sua desolazione). Ganz era già un mostro di bravura, la Dommartin perfetta, Falk e Sander umanissimi. Sicuramente è (lo era già all’uscita) un po’ troppo “leggero” e metafisico per essere annoverato tra i capolavori assoluti, non è invecchiato benissimo (al contrario della trilogia di Kieślowski, molto “terrena” e quindi a-temporale), ma resta un grande esercizio di regia e recitazione. E sì, “siamo (ancora) tutti nella stessa barca”…

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