
Sorprendente, a dir poco. Davvero un gran bel ritorno al “cinema di genere”, un mix quasi perfetto tra i poliziotteschi anni ’70 e le atmosfere dei noir orientali dei ’90, quest’opera di Andrea Di Stefano, che asciuga tutto il superfluo, limitandosi a raccontare una storia circolare, con almeno due sequenze pazzesche (il piano sequenza iniziale sulla Milano notturna e quella che inizia dall’arrivo in aeroporto di due personaggi al tunnel della tangenziale). Non mancano i cliché, ma sono ben gestiti da una sceneggiatura ottima, specie nella prima metà del film e che, dopo qualche lungaggine, con un finale molto intrigante (sicuramente ispirato a quello di una celebre serie tv). Favino conferisce tridimensionalità ad un personaggio altrimenti un po’ banale, ma la migliore del gruppo è Linda Caridi.