
Interessante mix tra film sociale, spokon sportivo e dramma familiare, che riesce miracolosamente a raccontare l’immigrazione come “ambiente” all’interno del quale si muovono i personaggi e non come soggetto ultimo e “scopo” dell’opera. Regia cinetica e muscolare, davvero ottima, specie durante i match, sempre bravissimo Peyman Moaadi, già molto apprezzato in Una Separazione. Candidato all’Oscar 2024 per la Svezia come miglior film internazionale.