ROCCO E I SUOI FRATELLI

In una estate caratterizzata più dai clamorosi recuperi del passato che dalle proposte nuove, spicca il capolavorissimo di Visconti, riproposto in sala ed in 4k, tre ore fluviali e densissime, che, citando Verga, Dostoevskij, Mann e Testori, crea un melodramma sociale di grande attualità, capace di raccontare, con una regia ancora oggi modernissima ed uno script perfetto, la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra (allora all’alba, oggi tramontata) attraverso le vicissitudini di una famiglia di immigrati lucani a Milano. Ricordo di essere stato “costretto” a vederlo ai tempi delle medie (pessima idea quella di forzare chicchessia a vedere/leggere/fare qualsiasi cosa) e ovviamente non c’avevo capito nulla, oggi resto impressionato dalla veemenza delle sequenze e delle interpretazioni, dalla acuta analisi socio-antropologica e dal fluire inesorabile del Tempo: chissà cosa penserebbe del mondo attuale Ciro, il fratello allora più quadrato, pragmatico e proiettato verso il Futuro, che entrava all’Alfa Romeo assieme a migliaia di altri operai…
Un’opera definitiva del cinema italiano, europeo, mondiale.

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