
Insiste, insiste, insiste…
Era il mio secondo most wanted del 2022 assieme a Triangle of Sadness e nemmeno questo delude, confermando il genio assoluto di Martin McDonagh, che dopo il capolavorissimo Three Billboards Outside Ebbing, Missouri, scrive e dirige un’opera assurda e magnifica, tra Ionesco e Beckett, che racconta, in dialetto irish strettissimo, due ossessioni, il senso del Tempo, le conseguenze cui spinge il capire che questo passa e non torna indietro e i catastrofici sviluppi cui può portare l’ostinazione (e l’ottusità) dell’uomo. Clamorose le performance di Colin Farrell, Brendan Gleeson, Kerry Condon (e di Barry Keoghan, letteralmente “lo scemo del villaggio”) e sublime la ost di Carter Burwell che riesce a normalizzare l’illogicità delle vicende umane.