
Originale, intelligente e ferocissima satira e opera perfettamente “sul pezzo”, capace come poche di rappresentare la paranoia dei tempi moderni, fatta di ossessioni alimentate dai media e amplificate dai social e frutto del micidiale mix di pandemie, guerre, crisi economiche e complotti. Davvero sorprendente l’esordio di Stéphan Castang, passato a Cannes l’anno scorso, che deve tutto allo script, capace di mixare efficacemente dramma e humour noir (fino a sconfinare nell’horror/slasher), senza dare troppe spiegazioni (non esiste via di salvezza per il genere umano, se non la fuga) e alla performance “definitiva” del bravissimo Karim Leklou.