CROSSING

Lia, un’insegnante in pensione, ha promesso di ritrovare la nipote Tekla, scomparsa da tempo. Assieme al fratello più giovane di un suo ex allievo, intraprende un viaggio che la porta a Istanbul…
Terzo film e terzo centro per Levan Akin, di cui qualche settimana fa era stato finalmente distribuito, con quattro anni di ritardo, l’ottimo And Then We Danced. Qui si cambia genere (letteralmente), ma non i punti forti che avevano caratterizzato le sue opere precedenti: una regia ariosa, grandi personaggi e ottimi dialoghi, una struttura che ammicca al neorealismo italiano dei tempi andati ma “aggiornata” a quelli attuali. Istanbul, una città “dove si viene per scomparire”, è co-protagonista, assieme al terzetto umano, Mzia Arabuli, Lucas Kankava, Deniz Dumanli, tutti impeccabili. Film pensoso e dolente, dedicato a chi ha qualcosa da farsi perdonare, ma anche venato di un salutare ottimismo, perché ripartire da zero, è sempre possibile. E’ stato nel terzetto dei papabili candidati all’Oscar 2025 per la Svezia, ma gli è stato preferito il documentario The Last Journey.

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