CHIME

Uno chef che impartisce lezioni di cucina assiste al suicidio di un suo allievo, che si dichiara posseduto da un’entità. Giorni dopo inizia a sentire strani suoni e ad avere strani comportamenti…
Un compendio di come si gira un horror, condensato in appena 45 minuti. Pochi riuscirebbero nell’impresa e tra questi c’è Kiyoshi Kurosawa, che al genere ha dedicato quasi tutta la sua carriera (quest’anno finalmente sarà candidato all’Oscar con l’imminente Cloud) e che qui firma un’opera subdola ed efficace, che sfrutta movimenti di camera, rumori e poco altro per instaurare un senso papabile di tensione e terrore. Nel raccontare la discesa agli inferi del protagonista, Kurosawa ne approfitta per lanciare strali più o meno indiretti al consumismo, alla famiglia (inesistente), alla “onnipresenza” della cucina nel mondo attuale e all’approccio isterico che molti hanno nei suoi confronti.
E occhio a come tagliate il pollo…

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