
Teheran, oggi. Una ragazza madre, con una bimba di due mesi avuta dal suo ex fidanzato, scopre che i genitori, cui ha taciuto la gravidanza, sono in arrivo. Dove nascondere la bambina?
Arriva in gran ritardo nelle nostre sale il secondo film di Ali Asgari, (venne presentato nella sezione Panorama della Berlinale 2022) ma per certi versi è quasi più ficcante ed efficace dello splendido Kafka a Teheran, uscito l’anno scorso. Sorprende il racconto di un Iran che, all’apparenza, sembra identico ad un qualsiasi paese occidentale evoluto (gli interni delle case sono indistinguibili) ma che, all’atto pratico è, specie per una donna, un luogo infernale, fatto di burocrazia, vessazioni e sospetto. Le lunghe peregrinazioni della ragazza, aiutata solo da un’amica, sono una discesa a tappe vero un inferno di indifferenza, ricatti più o meno espliciti e scaricabarile. Anche stavolta però, Asgari chiude con una nota coraggiosa (e positiva, per noi misantropi): là dove Kafka a Teheran terminava con un terremoto “estintivo”, qui l’ultima inquadratura è sul volto (giustamente incazzato nero) della protagonista, che, “scoperta”, rivendica fieramente la sua genitorialità.
Un pensiero su “LA BAMBINA SEGRETA”