THE SEED OF SACRED FIG

“Il mondo è cambiato, Dio no”
Theran, oggi: Iman è stato promosso giudice istruttore presso il tribunale rivoluzionario, ma il paese è scosso da proteste e tensioni, a seguito della morte di Mahsa Amini, cui le figlie partecipano attivamente, mentre la moglie/madre cerca di mediare tra le parti…
Capolavoro assoluto di Mohammad Rasoulof (saggiamente fuggito all’estero prima di essere arrestato dalle guardie rivoluzionarie), che fotografa l’Iran attuale meglio di qualsiasi documentario, articolo giornalistico e servizio televisivo. Un film fluviale e potentissimo, costruito attorno a quattro personaggi, i membri della famiglia, cesellati come meglio non si potrebbe, ognuno piegato da un fardello etico-morale irrisolvibile. Il padre è giudice e devoto al regime, ma ha scrupoli morali nel mandare a morte le persone, le figlie sono (pardon, sarebbero) il nuovo Iran, senza ḥijāb e teocrazia, la madre ama tutti (incredibile la performance di Soheila Golestani) ma non trova un punto di equilibrio. Il film riesce perfettamente a descrivere un paese grottesco e assurdo (i cartonati dei leader religiosi e statali presenti nel tribunale, gli interni delle abitazioni indistinguibili da quelle occidentali) in cui delazioni e sospetti contribuiscono a creare uno stato di perenne paranoia, che sfianca ogni resistenza e distrugge anche gli apparentemente saldi vincoli familiari. Incredibile e quasi “hollywoodiano”, nell’accezione positiva del termine, il finale dove l’opera di denuncia vira verso il thriller duro & puro. Un’opera abbacinante.
Candidato della Germania (dove il regista si è rifugiato) come miglior film internazionale agli Oscar 2025 e Premio speciale al Festival di Cannes 2024.

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