
Si muove tra Ken Loach e Robert Guédiguian Emmanuel Courcol, che firma un’opera sincera e simpatica sul valore degli affetti e della musica, cedendo talvolta alla retorica, ma mantenendo fino al finalone strappalacrime la barra dritta e riuscendo anche piazzare qualche stoccata “sociale”. Benjamin Lavernhe e Pierre Lottin sono davvero bravi nell’interpretare due fratelli che per oltre trent’anni non hanno mai saputo l’uno dell’altro ma, una volta conosciuti, mostrano tratti comuni e la regia, spesso invisibile, utilizza pochi ma significativi dettagli per caratterizzare al meglio i tanti personaggi secondari. Il Bolero di Ravel e Emmenez-moi di Charles Aznavour fanno il resto.