PICCOLE COSE COME QUESTE

Irlanda, anni 80: un commerciante di carbone, povero ma onesto, sbarca il lunario per garantire a moglie e figlie un’esistenza decente. Un giorno però s’imbatte in una ragazza ospitata nelle famigerate “Case Magdalene”…
Il tema non è nuovo, anzi, era già stato trattato con efficacia in Magdalene di Peter Mullan o Philomena di Stephen Frears, ma stavolta il protagonista (un sempre eccelso Cillian Murphy) ed il suo punto di vista è inedito, visto che trattasi di quello di un “buon padre di famiglia” che decide di ribellarsi ad un sistema radicato e favorito dall’omertà generale (interessante anche il fatto che qui l’uomo sia l’unico “buono”, mentre le donne sono stronze (suore), apatiche (amiche, concittadine e conoscenti) o indifferenti (moglie e figlie)). Tratto dall’omonimo romanzo Small Things Like These di Claire Keegan e sceneggiato da Enda Walsh, il film di Tim Mielants ha un passo lento (forse troppo) e compassato, trattenuto e dolente, ma risulta anche per questo particolarmente effiace, specie nello splendido finale, che richiama alla lontana quello di A History of Violence, foriero di flebili speranze per il futuro.

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