
Intrigante “poliziesco procedurale” indiano (battente però bandiera UK, che lo ha candidato all’Oscar come miglior film internazionale, dove tra l’altro ha passato il primo taglio) che mostra in modo asettico e convincente l’inenarrabile casino che è l’India contemporanea, dove al sistema delle caste, tutt’altro che scardinato, si aggiungono fortissime tensioni religiose e sociali e una povertà endemica. Asciutta ed essenziale la regia di Sandhya Suri, da applausi la performance della protagonista, la brava Shahana Goswami. A Sidney Lumet sarebbe piaciuto.