
Nuovo film, a otto anni da American Honey, e nuovo centro per la Arnold, che firma un orginalissimo coming-of-age, che riesce nel miracolo di funzionare sia come ritratto spietato e credibile dell’adolescenza vissuta in un contesto difficile, come quello visssuto dal sottoproletario britannico che popola le suburbie locali, sia come fiaba fantasy e poetica, ricca di speranza e ottimismo. Ottima prova della giovane protagonista, affiancata dalla supercoppia Barry Keoghan/Franz Rogowski, qui a proprio agio in un film totalmente anarchico, frenetico e piacevolmente disordinato.