Incuriosito dal fatto che il sequel sta polverizzando ogni record d’incassi del passato/presente/futuro (1 miliardo di dollari in 10 giorni, obliterati Potter/SW/Avatar/MCU etc.etc.), sono andato a recuperare il primo Ne Zha, che si è rivelato essere un godibile, per quanto derivativo, titolo animato “di formazione”, con gli ovvi e massicci riferimenti alla mitologia cinese, piuttosto affascinanti. Tecnicamente il titolo non sfigura rispetto alle migliori produzioni Pixar e Dreamworks, lo script è prevedibile ma efficace come volano per una (superficiale) riflessione sul tema del diverso (un ragazzo demone viene emarginato ma riesce a completare un percorso di redenzione che lo rende “buono”) che funziona su un target di adolescenti/giovani (e pure adulti, incassi alla mano). Più interessante notare come i film cinesi (a differenza di quelli di altri mercati mainstream orientali vedi Giappone e Corea) apparentemente funzionino letteralmente solo a casa propria, ma credo sia imputabile più alla oramai nota pigrizia e scarsissima apertura mentale del pubblico occidentale, che da demeriti propri…