
Godibile ed intelligente commedia sentimentale taiwanese di Liao Ming-yi, che ebbe grande successo al Far East Film Festival di qualche anno fa, I Weirdo conferma l’eclettismo del cinema orientale e la sua capacità di declinare con originalità temi altrove visti e stravisti. Se la prima parte, quella della conoscenza ed innamoramento, è irresistibilmente esilarante, ricca di gag e slapstick, il “secondo tempo” diventa (anche in virtù di quanto visto prima) un bel pugno nello stomaco, per la sua capacità di raccontare cinicamente, da un lato le perversioni che ammantano ogni fine rapporto (con tradimento annesso) dall’altro il grigiore della “vita normale”, fatta di rituali e azioni sempre uguali e prevedibili, senza magia, colore e follia. Il finale “onirico” lascia, forse, qualche speranza. Gran lavoro sulla forma (il film è girato con un iPhone XS e “cambia formato” proprio quando i personaggi guariscono), sul linguaggio e, in sintesi, una simpatica ma profonda riflessione sulla società moderna.