
Che dire? Vertice massimo della eccelsa filmografia di Wong Kar-wai (la cui assenza dalle scene da oltre dieci anni è particolarmente sanguinosa) che dopo aver rivoluzionato grammatica e linguaggio del cinema orientale alla fine degli anni ’80 e ’90, piazza la stoccata decisiva proprio ad inizio secolo, firmando questo incredibile melò in cui tutto è bellissimo: i due protagonisti, fantasmi tangibili che attraversano lo spazio e d il Tempo con la loro storia d’amore impossibile, la musica, i raffinati e colorati cheongsam indossati da Li-Zhen, gli oggetti di scena, il tempio di Angkor, simbolo di un mondo scomparso a cui affidare i propri segreti e Hong Kong, alla vigilia di cambiamenti storici e metropoli in perenne mutamento. Visione imprescindibile, in sala fino a mercoledì in una scintillante versione 4K.