
A quasi settant’anni, dopo una carriera incredibile, con oltre quaranta film girati, Kiyoshi Kurosawa prende a picconate il consumismo, la società (non solo nipponica) e i rapporti umani (basati esclusivamente sul denaro), con un film clamoroso che inizia come mistery, prosegue come thriller e finisce come un western moderno. Caratterizzato da vampate di ironia sardonica e feroce, che alleggeriscono, si fa per dire, un contesto livido, deformante, tragico e disperato, impregnato di un pessimismo assoluto e senza speranza, Cloud funziona sia come sagace critica all’utilizzo della tecnologia, oramai totalmente pervasiva, sia come pietrificante condanna del genere umano, oramai incapace di ogni empatia. Meritata la candidatura all’Oscar 2025 come miglior film internazionale da parte del Giappone.