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Beirut, oggi. Una giovane madre, che per tirare a campare vende manicaretti realizzati a casa, compra uno scooter per velocizzare le consegne, ma il figlio se lo fa rubare. Inizia per i due una lunga e faticosa peregrinazione per le strade della città alla ricerca del mezzo…
E’ sempre tempo di Ladri di Biciclette, il cui concept viene qui riproposto, aggiornato e ambientato in una delle città più disastrate e sfortunate degli ultimi anni (ma la splendida regia della debuttante Mira Shaib ne esalta il fascino e l’antico splendore, giusto per far aumentare i rimpianti…del resto negli anni settanta era il gioiello del Mediterraneo). Gran prova della protagonista, Diamand Abou Abboud, che si carica il film sulle spalle e riesce a mantenere il giusto equilibro tra dramma ed un pizzico di amara ironia. Candidato del Libano a miglior film internazionale agli Oscar 2025 ed ennesima conferma della vitalità di quella cinematografia, dopo l’altrettanto valido Memory Box di un paio d’anni orsono.

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