A SNAKE OF JUNE

Una giovane donna che lavora ad un call center di supporto emotivo viene ricattata con immagini scabrose da una persona, malata terminale, che aveva salvato dal suicidio. Paradossalmente, la vicenda le permetterà di rimettere in sesto il rapporto col marito…
Amore & Morte, si diceva. Tsukamoto firma il suo film più estremo e acuto, che ragiona sulla malattia (la ragazza non vuole curare un tumore al seno per paura di rovinare il proprio corpo agli occhi del marito, col quale ha un rapporto freddo e formale), l’accettazione di sè, il rapporto di coppia, girando una sequenze più erotiche e sensuali del secolo corrente (la protagonista, una adamantina e brillantissima Kurosawa Asuka che si spoglia integralmente sotto la pioggia e (una) pioggia di flash, osservata a distanza dal marito). Su tutto, una Tokyo metallica, blu e livida, notturna, affascinante e parimenti inquietante e respingente. La lumaca si muove lentamente sulle ortensie…
Tsukamoto si conferma uno dei registi più eclettici e innovativi degli ultimi 40 anni.

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