
Visto che Tsui Hark quest’anno sarà ospite al FEFF, mi sono andato a recuperare una delle sue opere più celebri, che non avevo mai visto, una commedia quasi interamente basata su gag davvero spassose e un perenne overacting del magnifico cast, perfettamente funzionale al contesto comico della storia. Un film in stile “vecchia Hollywood” che non sarebbe dispiaciuto a Lubitsch e che conferma appieno sia la straordinaria versatilità di Hark, capace di passare senza soluzione di continuità dal wuxia all’action, dalla commedia al musical, dall’horror al dramma (spesso mischiando tutti questi generi assieme) che l’importanza fondamentale che l’autore ha avuto nella storia del cinema orientale, riuscendo a rinnovare completamente il linguaggio cinematografico di Hong Kong.