
Sembra passato un secolo dalla prima, quando ogni episodio raccontava di un futuro possibile e probabile, che poi è puntualmente arrivato, portando con sé conseguenze ancora più catastrofiche rispetto a quelle immaginate. Oggi Black Mirror, dopo il cambio di registro avvenuto nella sesta stagione, necessario per “stare sul pezzo”, diventa un formidabile strumento per analizzare il presente e chiedersi come sia stato possibile non accorgersi prima dei guai nei quali il genere umano stava (spesso scientemente) ficcandosi.
Gente comune: uno dei migliori episodi di sempre, struggente e amarissimo, una feroce e implacabile satira sul consumismo, sulla pubblicità algoritmica cucita su misura, sull’invadenza delle grandi compagnie tecnologiche e sul potere del denaro (con un grande e sentito omaggio a The Truman Show, che aveva anticipato tutto molti anni fa). Piuttosto autoironico che il tema della “subscription economy” venga presentato proprio su una piattaforma in streaming, ma è un’occasione buona per riflettere sul reale valore di servizi intangibili, che possono essere modificati in ogni momento dal fornitore e sempre a scapito del consumatore…
Bestia nera: interessante riflessione sulla vendetta, che trascende il Tempo, perfettamente costruito per il 90% della durata ma purtroppo rovinato da un finalaccio orribile, che contraddice tutto quanto mostrato prima.
Hotel Reverie: Tema affascinante, molto metacinematografico, straordinariamente attuale in un periodo storico in cui si parla ogni giorno dell’utilizzo dell’IA nel processo creativo, con le enormi conseguenze etico/sociali/commerciali che questo comporta, ma trattato forse con qualche eccessiva lungaggine e ridondanza e mai capace di elaborare una critica o una posizione concreta. Scrittura un po’ sciatta, al netto dei twist ben calibrati.
Come un giocattolo: Perfetto Capaldi nella parte dell’appassionato nerdissimo di videogiochi che nutre creature digitali fino a farle evolvere ad un livello superiore (succederà anche con l’AI?) e ricchissimo di chicche assurde per chi gioca da anni (Jaguar! Magic Carpet! Gremlins Software!) ma di difficile sintesi per chi non mastica la materia. Cmq sì, l’umanità è orribile, meglio gli esserini…
Eulogy: Altra gemma amarissima ed esistenzialista con un Giamatti in stato di grazia, che racconta perfettamente quanto la mente possa modificare i ricordi per piegarli alla propria convenienza. Le parole non dette, i sottintesi che non lo sono, due esistenze rovinate, o quasi, per colpa di un biglietto non letto. Grandiose le ricostruzioni 3D delle foto.
USS Callister: Infinity: ottimo sequel dell’altrettanto ottimo USS Callister con la solita bravissima Milioti a rubare la scena a tutti. Un “film” vero e proprio, anzi, un blockbuster ad alto budget nettamente migliore del 90% della sciorda che ci propina Hollywood da troppi anni…