
Mentre Disney si balocca con le sue risibili e fallimentari riletture woke dei grandi classici, altrove (in Europa, ovviamente, il film è una coproduzione tra Norvegia, Svezia, Danimarca e Polonia ed effettivamente vi si trovano tratti caratteristici di ognuna di queste scuole) si attua una vera, esilarante e attualissima rielaborazione della storia, trasformata in un sagace e ferocissimo body horror che funziona a tutti i livelli. La “sorellastra” del caso vorrebbe ovviamente sposare il principe, anche perchè Cenerentola stavolta è sì bellissima e sfortunata, ma, come dire, per demeriti propri (viene beccata a fare sesso con uno stalliere e per questo cade in disgrazia). Elvira, dal canto suo sente di meritare il matrimonio perchè inizia di un percorso di bellezza che la vede sottoporsi a trattamenti dolorosi e invasivi (dal naso spaccato a ingoiare una tenia per dimagrire) e diventa sempre più ossessionata dall’immagine che vede riflessa allo specchio, fino alle più estreme conseguenze (già, c’entra proprio la scarpetta…). Cast brillantissimo (fantastiche Lea Myren, Thea Sofie Loch Næss, Ane Dahl Torp), impeccabile lo script che riesce a “restare nella storia”, pur stravolgendola ed attualizzandola ed altrettanto eccentrica e vivace la regia di Emilie Blichfeldt. Grande sorpresa, uno dei migliori film dell’anno.