
Nuovo film ed ennesimo centro per Guillaume Senez, che dopo il valido Le Nostre Battaglie, torna a lavorare con il sempre ottimo Roman Duris, qui particolarmente intenso e stropicciato dalla vita, in un’opera delicata e dolorosa, che esplora il vuoto lasciato dalle persone amate e la lotta interiore di chi è stato privato di ogni diritto e possibilità di contatto (pessima, in questo senso, la scelta del titolo italiano, visto che l’originale “la parte mancante” rappresenta perfettamente il senso del racconto). La Tokyo immensa, infinita e impersonale diventa specchio del vuoto emotivo del protagonista, interpretato in modo straordinario da Romain Duris, che dà corpo a un uomo pieno di dolore e amore represso. Un film umanissimo e amabile, con un finale grandioso, che racconta peraltro in modo schietto e senza fronzoli le innumerevoli ingiustizie sociali che caratterizzano ancora il Giappone odierno, dove chi è straniero lo resta a prescindere da quanto bene sappia la lingua o si sia integrato nel tessuto sociale. Uno dei migliori film del 2025, a oggi.