FUORI

Ennesimo centro di Mario Martone, che realizza un “non-bio-pic”, partendo dall’esperienza carceraria della scrittrice Goliarda Sapienza, che venne arrestata per furto e riciclaggio di preziosi. L’autore, che scrive il film con Ippolita Di Majo, evita ovviamente ogni approccio meramente compilativo, e crea un’opera scientemente caotica, disordinata, anarchica che parte da un punto per dipanarsi in mille strade diverse e che sfrutta l’assoluta aderenza di Valeria Golino al personaggio, per parlare di sorellanza, carceri, borghesia, scrittura, rapporto tra ceti, Destino, Roma e umanità. Incredibile il lavoro di cesello operato su tutti i personaggi, da quelli più importanti (meravigliosa l’interpretazione di Matilda De Angelis, brava anche Elodie) a quelli che hanno uno spazio particellare, ma comunque significativo (la sfrontata carcerata Ondina Quadri, il cameriere interpretato da Francesco Gheghi, l’untuoso Antonio Gerardi munito di spiderino decappottabile e la spassosa galeotta cinese Sonia Zhou, proprietaria di un ristorante cinese all’Esquilino). Fuori, appunto: dalle convenzioni, dai salotti, dalla prevedibilità. Martone firma una delle più belle ed emotivamente impattanti sequenze degli ultimi anni (quella nella profumeria) e aggiunge l’ennesimo titolo imperdibile della sua oramai vasta filmografia.

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