DOGVILLE

Rivisto dopo anni e anni, con gran gusto misantropo.
Dogville, citta disegnata coi gessetti, panopticon teatrale in cui tutto è visibile e ogni gesto è messo a nudo, è allegoria universale, in cui si rivelano le dinamiche eterne di dominio e sottomissione che regolano ogni società. Non è solo il capitalismo ad essere messo sotto accusa, ma l’intera natura umana, intrappolata tra istinto e razionalità. Grace (un nome carico di ironia teologica), figura che incarna la coscienza morale di un’America corrotta e disperata, cerca rifugio tra gli emarginati del villaggio, sperando di trovarvi umanità e redenzione. Inizialmente accolta, viene via via sfruttata e degradatа, fino a subire abusi sistematici che la spingono verso una regressione quasi bestiale. La scelta di annientare villaggio e abitanti (pienamente condivisibile) oscilla tra giustizia e vendetta, spezzando l’illusione della purezza dei diseredati. Humanity is overrated!

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