
Mouret, raffinato cesellatore di dialoghi, mescola suggestioni rohmeriane e ironie alleniane, costruendo una tragicommedia sottile, elegante e malinconica, sorretta da un cast in stato di grazia (Camille Cottin, Sara Forestier, India Hair). Un’opera lieve e profonda, che ricorda come l’amore sia sempre imperfetto, e per questo umano. Unico difetto: si potevano tagliere una ventina di minuti, speriamo che il cinema europeo non si accodi alle spesso non necessarie lungaggini e ridondanze tipiche delle produzioni americane recenti.