ETERNAL

Ulaa Salim firma un’elegante e ambiziosa opera seconda che traveste da sci-fi classica una riflessione intima sul rimpianto, sulle scelte di vita e sulle sliding doors esistenziali. Presentato all’IFFR 2024, il film racconta la storia di Elias, climatologo chiamato a esplorare una misteriosa faglia oceanica mentre ripensa all’amore perduto per Anita, aspirante cantante, e alla direzione che la sua vita avrebbe potuto prendere. Ammiccando a 2001: Odissea nello spazio, Solaris e Interstellar (e restando ovviamente ben distante da quel livello) Salim costruisce una space opera subacquea dove la profondità dell’oceano diventa specchio dell’inconscio, e la frattura nella crosta terrestre simbolo di una rottura affettiva insanabile. A tratti ridondante nella messa in scena, Eternal è comunque un valido sci-fi esistenziale che parla d’amore, perdita e del tempo che non si può recuperare.

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