
Louise Courvoisier firma un esordio sorprendente, sospeso tra la poesia agreste e il realismo sociale. Con uno sguardo che evita ogni retorica, racconta un’adolescenza disillusa e rabbiosa, tratteggiata da campi lunghissimi, cieli bassi, animali e gesti semplici che diventano allegorie di un’identità in formazione. Totone (fantastico Clément Faveau, così come tutto il cast) , malinconico e impetuoso, sembra figlio minore dei fratelli Dardenne (ma il piglio è meno drammatico ed il finale lascia aperta la porta ad un futuro migliore), e la regia lo accompagna come una carezza brusca, raccontando il suo vagare tra il dolore e l’istinto di protezione.