IL GATTO A NOVE CODE

Secondo titolo della cosiddetta “serie animale” (gli altri sono L’uccello dalle piume di cristallo e Quattro mosche di velluto grigio), e gran thriller di Argento, se si sorvola su qualche plot hole abbastanza evidente. Il cuore del mistero, più che nella trama tortuosa scritta con Sacchetti e Cozzi, sta in un duello di sguardi impossibile: l’anziano enigmista cieco Franco Arnò “osserva” l’omicidio da una finestra che non può vedere, mentre la macchina da presa ci inchioda all’iride del killer. Occhio che percepisce e distrugge contro occhio spento che deve decifrare: chi la spunta?
Film di invenzioni visive audaci, montaggio furioso, realtà trattata come incubo dove logica e incongruenze convivono. La furia omicida diventa riflesso di una società che si proclama moderna ma si rivela repressiva…l’Argento degli anni ’70 si conferma una spanna sopra tutti (peccato per le quattro decadi seguenti…).

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