
Se da un lato l’approccio mostra una franchezza rara, dall’altro il ricorso insistito al lirismo e a schemi narrativi convenzionali — incontri simbolici lungo la strada, subplot sentimentali artificiosi — smorza la potenza naturale dei corpi e degli ambienti. Resta però il ritratto sincero e inquieto di una donna in fuga dal solo ruolo materno, in cerca di una forma più autentica di sé.