
Tratto dall’omonimo videogioco, The Exit 8, evita l’insidia del puro esercizio di stile e si afferma come un ingegnoso dispositivo narrativo capace di trasformare la ripetizione ossessiva in tensione drammatica. Kawamura, insieme allo sceneggiatore Kentaro Hirase, dimostra come il cinema giapponese sappia ancora trasformare budget ridotti e spazi limitati in pura forza visionaria: con pochi interpreti, scenografia essenziale e scarso ricorso agli effetti speciali, Exit 8 riesce a mantenere viva la suspense, dilatando un’idea semplice in un congegno narrativo tanto rigoroso quanto inquietante.