
Magnetic Rose, scritto da Satoshi Kon e diretto da Kōji Morimoto, è un cupo e affascinante viaggio negli inganni della memoria: un palazzo barocco olografico custodisce le rovine di un passato illusorio e il ricordo fragile di una diva ormai spenta, in un connubio di malinconia e trompe-l’œil visivo, sublimato dalla voce di Maria Callas.
Stink Bomb, firmato da Ōtomo e Tensai Okamura, assume invece i toni grotteschi della satira antimilitarista: un giovane scienziato, trasformato in “arma biologica ambulante” dal proprio errore, diventa l’innocente innesco di un’apocalisse tragicomica, con echi kubrickiani del Dottor Stranamore.
Cannon Fodder, diretto interamente da Ōtomo, è infine un’allegoria distopica: in una società totalitaria ossessionata dal fuoco dei cannoni, la vita dei cittadini si riduce a ingranaggio bellico. Lo stile grafico ruvido e il gusto surreale colpiscono, pur restando al servizio di un messaggio satirico non privo di ridondanze.
Nel suo insieme, Memories è un trittico eterogeneo che alterna lirismo, sarcasmo e allegoria, fissando un momento di passaggio: un commiato dalla vecchia anima dell’animazione giapponese, sul crinale di un’epoca nuova.